In un angolo dedicato ai libri che hanno trasformato la mia vita professionale ho riposto La ragazza che odiava gli specchi, appunti di dermatologia psicosomatica, un agile volumetto che non può essere trascurato nemmeno dai colleghi più giovani anche se la prima edizione è del Settembre 1996. Roberto Bassi in questo libro immette la sua passione per la psico-dermatologia raccontando teoria e pratica di una disciplina in cui il clinico, l’uomo di scienza e di cultura è stato pioniere, maestro, sperimentatore. I suoi interventi nei convegni Adoi e Sidemast, ci avevano convinti che una chiave di lettura delle malattie dermatologiche potesse essere rintracciata nella mente e in quell’ intricato e affascinante intreccio con il corpo. Avevamo così deciso di partecipare ai Corsi residenziali di Venezia che si svolgevano nella suggestiva cornice di Palazzo Giustinian Lolin organizzati appunto dal Professor Bassi. In quell’occasione si creò un piccolo gruppo di dermatologi motivato ad acquisire competenze e teorie, a scambiarsi esperienze e dati clinici che potessero far luce sulla complessità dell’intreccio mente- corpo-pelle-cura.
Furono i gruppi di Venezia che ci permisero di conoscere la statura umana e professionale di Roberto Bassi che con la sua sapiente ironia sapeva incoraggiare noi, acerbi e goffi dermatologi alle prese con le difficoltà del rapporto medico-paziente, a perseverare nella conoscenza teorica dei meccanismi della mente per coniugarli con la neurobiologia e la clinica.
Nell’ambito dei corsi residenziali di Venezia nacque la Sidep ( Società Italiana di Dermatologia Psicosomatica), fortemente voluta da Roberto Bassi e iniziarono alcuni esperimenti di formazione alla psico-dermatologia con gruppi di dermatologi che, sul modello dei gruppi Balint mettevano in condivisione alcuni casi clinici. Era diventato per noi un appuntamento mensile a cui si andava con rinnovata curiosità e l’entusiasmo della condivisione. Roberto Bassi portava nella dermatologia italiana una visione non ancorata unicamente al sintomo, bensì un modo di stare con il paziente e le sue narrazioni radicato nelle vicissitudini emotive e relazionali, facendo riferimento a una cornice teorica rigorosa, di stampo psicodinamico, utile alla comprensione dell’incontro.
Dell’uomo ricordiamo anche la sua amabile convivialità quando alla sera nella magica cornice veneziana si andava a cena e si continuavano le discussioni, si condividevano esperienze di vita, di viaggi (ne aveva fatti tanti), di sconfitte, di vittorie, di passioni e idiosincrasie.
Abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo sulla nostra strada professionale e di condividere un pezzo della storia italiana della psico-dermatologia che cerchiamo di portare avanti anche per onorarne la memoria. Questa specialità, nella specialità rimane ancora un interesse circoscritto a pochi professionisti sebbene molti sentano le difficoltà che, nonostante le cure più performanti di quelle a disposizione nei primi decenni della nostra formazione, continuano a presentarsi nella gestione del paziente e della sua malattia. Dobbiamo tuttavia registrare che nelle riviste scientifiche dermatologiche si sono moltiplicati, attraverso gli anni, i lavori che danno spazio alla psico-dermatologia, testimoniando la lungimiranza e la spinta innovativa che Roberto Bassi ha portato nella dermatologia italiana.
Mariella Fassino dermatologa Torino
Anna Burroni dermatologa Genova
