Una grande gloria della Dermatovenereologia italiana

È noto che nella lunga e complessa storia della Dermatovenereologia ci si imbatte spesso in intuizioni e scoperte ad opera di molti studiosi italiani, artefici di veri e propri primati di cui dobbiamo essere giustamente orgogliosi.
Fra questi, uno dei più importanti e significativi protagonisti è certamente Girolamo Mercuriale, o Mercuriali, nato e vissuto a Forlì dal 1530 al 1606.
Si tratta di un grande filosofo ed un insigne medico che ha spaziato in molti capitoli della medicina e della chirurgia, apportando ovunque contributi di altissimo valore. Studia a Bologna e si laurea a Padova nel 1555, segue poi a Roma il Cardinale Alessandro Farnese e insegna Medicina pratica a Bologna e a Padova. Diventa primo Medico a Pisa di Ferdinando I di Toscana e viene poi nominato Cavaliere e Conte palatino dall’Imperatore Massimiliano II.
È stato il primo sostenitore dell’impiego della ginnastica in ambito sanitario, argomento approfondito nel testo De arte gymnastica (1569), nel quale ripercorre la storia dell’esercizio fisico correlandolo alla conservazione della salute. Cultore dell’opera ippocratica, ne scrive un’ampia critica nel testo Censura et dispositio operum Hippocratis (1583).
Tra le sue opere più significative e per quanto ci riguarda, ricordiamo anzitutto il primo trattato scientifico al mondo sulle malattie della pelle De morbis cutaneis et omnibus corporis humani excrementis (1572), in cui illustra le alterazioni cutanee classificate secondo un criterio morfologico, anticipando di molti secoli la realizzazione di più complete e complesse classificazioni da parte di molti autori della nostra disciplina. In quest’opera inoltre ricollega le dermopatie con il funzionamento viscerale, forse già preconizzando quella che sarà la medicina internistica in contrasto con quella tradizionalmente esternistica.
Scrive inoltre molti testi nei più diversi campi del sapere medico: De morbis puerorum (sulle malattie pediatriche), De morbis muliebribus (sulle malattie femminili), De compositione medicamentorum (su medicamenti e terapie), De decoratione (consigli di cosmetologia) etc.
Per tutto quanto sopra esposto, non possiamo che concordare con orgoglioso convincimento con il grande Giovanni Battista Morgagni, fondatore dell’anatomia patologica, che significativamente definisce Girolamo Mercuriale «summus et eruditissimus».
Per approfondire l’argomento, si raccomanda la lettura del prezioso trattato di Carlo Gelmetti Storia della Dermatologia e Venereologia in Italia (Ed. Springer Verlag, 2014).

Luigi Valenzano
dermatologo, Roma