IL TACROLIMUS IN LOZIONE: UN INTERESSANTE STRUMENTO TERAPEUTICO PER LE PATOLOGIE INFIAMMATORIE CRONICHE DEL CUOIO CAPELLUTO

Diverse malattie dermatologiche possono determinare condizioni infiammatorie del cuoio capelluto. Ipercheratosi, prurito, alopecia e segni infiammatori sono sintomi comuni di disturbi del cuoio capelluto e pertanto si può osservare una significativa sovrapposizione nella sintomatologia clinica. La maggior parte di questi disturbi sono condizioni croniche e recidivanti ed in queste situazioni cliniche i corticosteroidi, soprattutto in formulazione topica, sono stati ampiamente utilizzati, nonostante i ben noti effetti collaterali di atrofia ed effetto “rebound”. Le condizioni più comuni sono il lichen plano-pilare, il lupus discoide, l’alopecia fibrosante frontale, la pustolosi erosiva del cuoio capelluto e la follicolite decalvante. Tra i farmaci che possono essere utilizzati in alternativa ai corticosteroidi, il tacrolimus rappresenta una valida opzione. Il tacrolimus è un metabolita del fungo Streptomyces tsukubaensis, sviluppato come immunosoppressore anti-cellule T. Agisce inibendo la produzione di interleuchine, come IL-2, IL-3, IL-4, TNFα e GM-CSF, essendo più efficace e con effetti secondari leggermente inferiori rispetto alla ciclosporina [1]. È disponibile in commercio per uso orale, endovenoso e topico, essendo quest’ultimo commercializzato come creme, unguenti o gocce oftalmologiche. Gli immunomodulatori topici (come tacrolimus e pimecrolimus) sono stati originariamente sviluppati per il trattamento della dermatite atopica, ma i loro profili di sicurezza e l’eccellente efficacia come agenti antinfiammatori li rendono candidati interessanti per il trattamento di molti altri disturbi della pelle. In questo contesto, questi farmaci sono stati ampiamente studiati in dermatologia non solo per la dermatite atopica ma anche per la dermatite allergica da contatto, il lichen planus erosivo della mucosa orale, la dermatite seborroica e il pioderma gangrenoso. L’uso di tacrolimus in soluzione per diverse condizioni infiammatorie del cuoio capelluto è stato inoltre valutato in molti casi clinici. Anche se tali condizioni differiscono in termini eziopatogenetici e sono approcciate diversamente per quanto riguarda la terapia, gli steroidi topici sono solitamente la prima linea di terapia. A volte, tuttavia, i corticosteroidi potrebbero non essere completamente efficaci e queste condizioni, se non trattate, potrebbero evolvere in alopecia cicatriziale. La revisione della letteratura ha mostrato interessanti risultati di efficacia a seguito di uso di tacrolimus in soluzione invece che in unguento o crema come trattamento alternativo per le condizioni infiammatorie croniche del cuoio capelluto. La nostra personale esperienza su diversi casi di patologie infiammatorie del cuoio capelluto ha dimostrato che il tacrolimus in lozione potrebbe essere un’alternativa interessante, poiché non si associa ad atrofia cutanea se usato per lunghi periodi e quindi può essere di grande utilità per tali patologie che solitamente sono soggette a recidive. Inoltre, questo veicolo è più confortevole sul cuoio capelluto dei pazienti rispetto all’unguento, soprattutto per le pazienti di sesso femminile, per le quali l’aspetto cosmetico dei capelli viene solitamente preso in considerazione quando si segue una terapia che coinvolga il trattamento del cuoio capelluto.

Caterina M. Giorgio
dermatologa, Salerno