Quando si trascorrono i festeggiamenti e le convivialità ai massimi livelli, c’è un nemico del “godersela ancora senza pensieri” dal quale tenersi in guardia, il brindisi alcolico. Vini, liquori, birra, aperitivi, anche se non frequenti, fanno male alla nostra pelle e si vede subito. Il vino e l’alcool etilico sono metabolizzati principalmente dal fegato ed è un meccanismo determinato geneticamente. Attraverso un processo di ossidazione, l’alcool è trasformato in acetaldeide che a sua volta è trasformata in acetato dalla aldeide deidrogenasi, la cui carenza in alcuni individui genera accumulo di acetaldeide che ha una azione vasodilatatoria marcata interessando soprattutto il volto. Un eccesso prolungato si traduce in segni di steatosi epatica, epatite alcolica e cirrosi. A questo si aggiungono quadri di pancreatite cronica. I super alcolici intervengono, inoltre, sul microbioma, intestinale e cutaneo, alterandone la normale funzionalità. Sulla pelle a lungo andare si possono vedere flushing, teleangectasie, angiomi stellari e agli aspetti ben noti della “facies pletorica” che induce un eritema persistente della zona medio-facciale e del naso. Il quadro clinico può associarsi ed essere al confine con la rosacea infiammatoria, inoltre è riportata una maggiore perdita di idratazione dovuta all’accelerazione della cosiddetta TEWL (Trans Epidermal Water Loss) ovvero della perdita di acqua transepidermica. L’eritema palmare è un altro disturbo vascolare legato all’eccessivo consumo di vino: le mani sono calde con colore rosso-acceso soprattutto sull’eminenza tenar, ipotenar e sulla punta delle dita, con risparmio della parte centrale della regione palmare. Agli arti inferiori possono comparire porpore pigmentarie croniche. Negli stadi più avanzati compare il caput medusae, un quadro clinico di dilatazione dei vasi di superficie dell’addome, tipico dei cirrotici, la sindrome di Lanoise- Bensaude, rara lipomatosi del collo e delle spalle, danni gastrici e malassorbimento vitaminico possono determinare stati pellagroidi e prurito. L’uso smisurato di alcool comporta anche una forte produzione di radicali liberi che indebolisce la risposta difensiva della pelle e accelera l’invecchiamento, associato ad un colorito cutaneo grigiastro o giallastro, opaco e può peggiorare quadri di psoriasi.
Li S, Cho E, Drucker AM, Qureshi AA, Li WQ. Alcohol intake and risk of rosacea in US women. J Am Acad Dermatol. 2017 Jun;76(6):1061-1067.
Qureshi AA, Dominguez PL, Choi HK, Han J, Curhan G. Alcohol intake and risk of incident psoriasis in US women: a prospective study. Arch Dermatol. 2010 Dec.
Cristiana Belloli, Corinna Rigoni
dermatologhe, Milano
