L’acqua è l’elemento più importante del nostro organismo. E’ presente in ogni cellula e partecipa a tutte le reazioni che in esso si svolgono: la sua diminuzione può arrecare gravi compromissioni per il nostro stato di salute. E’ il solvente per il trasporto di sostanze nutritive agli organi ed è indispensabile per eliminare per via renale i cataboliti. Proprio per questi motivi, mentre il digiuno di cibi può essere protratto per settimane, il digiuno dell’acqua porta a morte dopo pochi giorni. Si può’ digiunare per settimane, ma dopo 3 gg. di digiuno di acqua si muore. L’acqua è l’elemento più’ rappresentato: 85-90% nel neonato 60-70% nell’adulto (per 70kg circa 42 litri. (Io, che peso 74 Kg, sono composto da 43 l di acqua). Non contiene calorie e non fa ingrassare.
Com’è distribuita l’acqua nel nostro organismo? E quali sono gli organi che contengono più’ acqua?
La quota d’acqua nel corpo varia a seconda del sesso e della composizione corporea: la massa muscolare ne è molto ricca mentre il tessuto adiposo ne è scarso; la donna, avendo un maggior tessuto adiposo, ha un percentuale totale d’acqua (circa 60%) inferiore a quella dell’uomo (circa 65%, il neonato del 85% e l’anziano del 60%) e superiore a quella dell’obeso (a volte inferiore al 50%). L’acqua assorbita dall’intestino arriva al plasma, al liquido interstiziale e nelle cellule per ritornare nel sangue ed essere eliminata dal rene. Si trova in minor parte all’interno delle cellule e in maggior parte nel liquido extracellulare, nei vasi e nei tessuti interstiziali. I muscoli sono composti del 70% di acqua mentre il tessuto adiposo solo del 10%. Di conseguenza i soggetti muscolosi come gli atleti hanno più’ acqua mentre gli obesi hanno molta meno acqua (anche sotto il 50%). La donna, per la maggiore quantità’ di grasso, ha una minor quantità’ di acqua rispetto all’uomo.
L’acqua che introduciamo proviene solo dalle bevande?
Introduciamo 2,5 l di acqua al di’ e ne eliminiamo altrettanto per avere un bilancio perfetto. L’apporto d’acqua ha origine sia dalle bevande (1-1,5 litri al giorno), da acqua, vino, caffè’, bibite, che dall’acqua contenuta negli alimenti (0,5 – 1 litro al giorno): il 90% per frutta e verdura, fino al 15% per farine, pane e frutta secca. Tutti gli alimenti contengono acqua. 100 gr. di mozzarella, ad esempio, contengono 60 gr. d’acqua. La reintegrazione dell’acqua persa deve essere preventiva, assunta frequentemente, in quantità non abbondante e non eccessivamente fresca. Ricordo a questo proposito che l’acqua non contiene nessuna caloria e pertanto non “fa ingrassare”, come da molti erroneamente ritenuto.
Come eliminiamo l’acqua?
La quantità d’acqua assunta viene eliminata soprattutto attraverso le urine (1,5 l.). Il resto si elimina con la sudorazione (600), con le feci (100) e con la respirazione (600). Quando si ha vomito o diarrea si ha perdita di acqua, che se non è ripristinata, può’ essere anche mortale.
Quando si ha una ritenzione idrica?
Grave quando il rene non espelle acqua a sufficienza (insuffienza renale) con edema per aumento extracellulare. Quasi sempre per alterazioni circolatorie (cellulite o vene varicose) in cui si ha un ristagno di acqua ed elementi tossici con alterazioni dei tessuti.
Bisogna bere tanto? Che conseguenze provoca la eccessiva perdita di ACQUA?
Dobbiamo affidarci al nostro centro della sete che regola perfettamente l’introduzione di acqua. Un’importante perdita d’acqua (ad es. con la sudorazione), può portare a disidratazione e provocare danni rilevanti al nostro organismo. Ad esempio una perdita d’acqua del 2% del peso (1,5 litri per un soggetto di 70 kg) riduce la capacità lavorativa del 20% così come una perdita del 4% la riduce del 40% e così via. L’organismo rimedia a queste perdite d’acqua mettendo in attività i centri cerebrali della sete che ci stimolano a bere, con conseguente integrazione idrica. La sete tuttavia è una sensazione sempre troppo tardiva. E’ quindi buona regola, soprattutto in estate e ancor di più se si pratica attività sportiva, abituarsi a bere prima di avere una forte sensazione di sete, allo scopo di costituire una riserva d’acqua nel nostro organismo, diminuendo così il rischio di disidratazione.
E’ importante bere acqua minerale? Da effettivi vantaggi?
Minerali sono dette le acque prelevate direttamente alla sorgente e subito imbottigliate (o consumate sul luogo), che possiedono decantate particolari proprietà “terapeutiche o igieniche”, attribuibili ad una definita e costante composizione salina. L’importante è che sono caratterizzate da un’assoluta purezza batteriologica (escherichia) e chimica (piombo ecc.). Quando il pH è inferiore a 7 (alcalino) l’acqua è reattiva, cioè capace di legarsi al piombo delle tubature. In base al tenore di sali presenti vengono distinte in acque ricche di sali minerali, medio-minerali, oligominerali e minimamente mineralizzate. Queste ultime hanno un basso contenuto di sali, lasciano in altre parole un residuo secco, in seguito ad evaporazione a 180″, inferiore a 50 mg per litro; le oligominerali fra 50 e 500 mg per litro. Queste ultime sono le più comuni “acque da tavola”. Le “acque medio-minerali” sono quelle con un contenuto in sostanze minerali tra 500 e 1500 milligrammi per litro. Invece nelle acque “ricche” di sali minerali il residuo secco è superiore a 1,5 g/litro. A seconda della prevalenza di un sale piuttosto che un altro, si distinguono in solfuree, fluorurate, ferruginose, calciche, bicarbonate, etc. Il costo è sempre eccessivo. Le bollicine. Una delle sostanze più comunemente aggiunte all’acqua è l’anidride carbonica, la quale conferisce un sapore piacevole e frizzante e, nello stesso tempo, svolge un’azione antibatterica. Non sempre quest’aggiunta è necessaria. Esistono infatti acque naturalmente “gassate”, le cui sorgenti sono naturalmente ricche d’anidride carbonica.
Cardiologo e dietologo, Milano
